Avviate una playlist sul vostro altoparlante Bluetooth, il suono riempie la stanza, poi passate sulla terrazza e il volume crolla. Collegare più altoparlanti allo stesso telefono rimane un rompicapo per molti utenti. Il protocollo Bluetooth standard ha a lungo limitato la trasmissione a un solo dispositivo alla volta. Oggi, diversi metodi consentono di aggirare questa restrizione, ma non tutti sono uguali.
Auracast: il protocollo che cambia le regole per gli altoparlanti Bluetooth
Prima di parlare di applicazioni o impostazioni, è necessario capire cosa blocca. Il Bluetooth standard stabilisce una connessione punto a punto: un telefono invia il suono a un solo altoparlante. Per trasmettere a più dispositivi, era necessario passare attraverso strati software aggiuntivi, spesso proprietari.
Auracast è una modalità di broadcast integrata nel Bluetooth che consente di inviare un flusso audio a un numero teoricamente illimitato di ricevitori compatibili. Niente accoppiamento classico, niente applicazione proprietaria da installare. L’altoparlante riceve il flusso trasmesso, proprio come una radio FM riceve una frequenza.
Sony, JBL, LG e Anker (Soundcore) integrano già Auracast nelle loro nuove gamme. Sony propone ad esempio di collegare i suoi altoparlanti ULT Tower tramite Auracast. JBL lo integra nella Pulse 6 accanto alle sue modalità abituali. LG l’ha aggiunto alla sua gamma XBOOM Party.
Tra le soluzioni per collegare più altoparlanti bluetooth, Auracast si distingue per il suo funzionamento senza applicazioni di terze parti. Ma questa promessa di universalità ha un limite serio da conoscere prima di investire.

Compatibilità Auracast tra marchi: il limite che le guide dimenticano
Il marketing presenta Auracast come uno standard aperto. In pratica, la realtà è più deludente. Molti produttori limitano Auracast ai propri prodotti.
Anker (Soundcore) indica che i suoi altoparlanti Auracast non si collegano a dispositivi Auracast di altri marchi. JBL precisa che i suoi nuovi altoparlanti compatibili Auracast non possono essere raggruppati con i vecchi modelli PartyBoost. In altre parole, se possedete una JBL Flip 7 e una Soundcore Boom, la modalità Auracast non le collegherà tra loro.
Per un utente che desidera mescolare altoparlanti di marchi diversi, questa frammentazione è un vero ostacolo. Rimanere nello stesso ecosistema di marca rimane l’unica garanzia di compatibilità per il momento.
Verificare la compatibilità prima dell’acquisto
Prima di acquistare un secondo altoparlante, verificate questi punti nella scheda tecnica:
- La menzione esplicita “Auracast” o “LE Audio broadcast” nelle specifiche Bluetooth, non solo “Bluetooth 5.3” (la versione del protocollo non garantisce il supporto di Auracast)
- La lista dei modelli compatibili per la modalità gruppo o party, spesso specificata sul sito del produttore
- La compatibilità del vostro telefono: lo smartphone emittente deve anch’esso supportare il broadcast Auracast, il che esclude ancora molti modelli
Dual Audio Samsung e funzioni native per collegare due altoparlanti
Non avete un altoparlante Auracast? Gli smartphone Samsung Galaxy integrano una funzione chiamata Dual Audio che consente di inviare il suono a due dispositivi Bluetooth simultaneamente. Questa opzione si trova nelle impostazioni Bluetooth avanzate.
Il funzionamento è semplice: accoppiate due altoparlanti, attivate Dual Audio, e il telefono trasmette lo stesso flusso a entrambi. Il limite principale è il tetto di due altoparlanti, senza possibilità di aggiungerne un terzo.
Su iPhone: la condivisione audio Apple
Apple propone di condividere l’audio tra due dispositivi compatibili (AirPods, alcune cuffie Beats). Per gli altoparlanti, il metodo nativo passa attraverso gli HomePod via AirPlay, che non è propriamente Bluetooth. Nessuna funzione iOS nativa gestisce più altoparlanti Bluetooth classici.

Applicazioni di terze parti: cosa possono (e non possono) fare
Molte applicazioni promettono di collegare altoparlanti Bluetooth di marchi diversi tra loro. Tra le più conosciute, AmpMe sincronizza la riproduzione musicale tra più telefoni e altoparlanti. Il principio: ogni dispositivo partecipa a una “sessione” e riproduce lo stesso brano contemporaneamente.
Questo tipo di applicazione non crea una vera connessione Bluetooth multi-altoparlanti. Sincronizza la riproduzione software. Conseguenza diretta: un leggero ritardo audio tra gli altoparlanti è frequente, soprattutto se i dispositivi sono di marchi o generazioni diverse.
Trasmettitori Bluetooth: attenzione al marketing
I trasmettitori Bluetooth venduti come “multipoint” generano confusione. La maggior parte di questi dispositivi gestisce più sorgenti (un telefono e un computer collegati allo stesso trasmettitore), ma non più uscite simultanee. In altre parole, consentono di passare tra due dispositivi emittenti, non di trasmettere a due altoparlanti contemporaneamente.
I rari trasmettitori in grado di gestire due uscite simultanee esistono, ma è necessario verificare esplicitamente questa funzione nella scheda prodotto. Cercate la menzione “dual link” o “two devices output” per evitare sorprese sgradevoli.
Scegliere il metodo giusto in base alla propria attrezzatura
La scelta dipende da ciò che possedete già e da ciò che vi aspettate.
- Due altoparlanti della stessa marca recente (JBL, Sony, Soundcore, LG): utilizzate la modalità proprietaria del produttore (PartyBoost, ULT, Auracast mono-marca), è il metodo più affidabile e senza ritardi
- Uno smartphone Samsung e due altoparlanti Bluetooth qualsiasi: Dual Audio funziona senza applicazione, limitato a due altoparlanti
- Altoparlanti di marchi diversi senza compatibilità comune: un’app come AmpMe rimane l’unica opzione, accettando un possibile ritardo
- Un bisogno di trasmissione verso più di quattro altoparlanti: Auracast è l’unica pista praticabile a lungo termine, a condizione di rinnovare tutto il materiale (altoparlanti e telefono)
La promessa di uno standard universale per collegare più altoparlanti Bluetooth non è ancora mantenuta. Auracast pone le basi, ma la frammentazione tra i produttori frena la sua adozione reale. Il riflesso più sicuro rimane scegliere altoparlanti della stessa gamma presso un unico produttore, anche a costo di sacrificare la diversità del materiale.



